Curare la depressione con l’EMDR (Psicologa Amelia)

L’Emdr è una tecnica terapeutica che funziona anche per la cura della depressione, oltre che per elaborare un trauma? Gli studi dimostrano l’efficacia dell’Emdr nella terapia della depressione.

Che cosa succede quando un ricordo, un trauma, uno o più pensieri ci destabilizzano profondamente, al punto da rovinarci la vita quotidiana, la salute o il sonno?

“ci rivolgiamo ad uno psicologo” “assumiamo antidepressivi”. Si, ed è già molto. Ma a volte insufficiente.

Cerchiamo di risolvere il problema attraverso il linguaggio,  e nel cervello la sede del linguaggio è la neocorteccia. A volte, in alcune depressioni, questa parte del cervello non funziona più in maniera efficace, perché dominata dalla parte emotiva del cervello, l’amigdala.

Questo è il motivo per cui in alcuni casi, si raccomanda l’assunzione di un farmaco per abbassare la carica emotiva, prima di procedere ad una psicoterapia . L’amigdala è un area del cervello che reagisce quando c’è un pericolo: ci evita di pensare e ci consente di attivare tutti i riflessi e le sostanze chimiche (per esempio l’adrenalina) per fronteggiare o fuggire un pericolo. Una volta superato il pericolo, ritorna ad essere “in stand-by”. Ma se l’amigdala continua a funzionare considera il pericolo sempre presente e invade il cervello: siamo così travolti da un’ondata di emozioni, ci troviamo in uno stato di malessere perenne, ovvero cadiamo in depressione.

Questo perché il cervello emozionale (il sistema limbico) dominato dall’amigdala, non comunica più con il cervello prefrontale (la neocorteccia) ovvero la parte del cervello  che deve classificare ed elaborare l’evento, permettendo di assimilare e etichettare l’evento stesso come passato e quindi non più pericoloso.

Lo schema seguente illustra le parti del cervello coinvolte nelle emozioni.

CERVEAU-ET-AMYGDALE

L’EMDR permetterebbe di desensibilizzare i ricordi e i pensieri negativi simulando i due emisferi del cervello per metabolizzare traumi del passato, comportamenti o idee negative. L’EMDR offrirebbe una scorciatoia per eliminare nel profondo i sintomi legati ad eventi passati che non sono stati elaborati dal sistema limbico (che non sono stati metabolizzati psichicamente). Lo psichiatra francese David Servan Schreiber ha descritto questo metodo in modo esaustivo :

“si tratta di stimolare il cervello da destra a sinistra e da sinistra a destra (attraverso lo sguardo, la voce o il tocco) in modo da sbloccare l’evento traumatico rimasto intrappolato nella psiche e di riattivare il naturale sistema di auto guarigione del cervello perché analizzi l’informazione e la “digerisca”

Servan Schreiber afferma anche che: “La terapia EMDR (quando è condotta bene) è molto più efficace, arriva molto oltre e più profondamente della psicoanalisi:attiva un normale processo di guarigione”. Altresì “(…) la terapia EMDR non si sostituisce ad un lavoro psicoanalitico per tutto quello che riguarda una maggiore conoscenza di se a lungo termine. Queste due forme di terapia son tra l’altro spesso utilizzate in maniera congiunta con profitto”.

L’EMDR consente di alleviare il dolore acuto causato da un trauma passato per poi permettere di capire   con un percorso di terapia tradizionale in maniera più approfondita le conseguenze di quell’evento sulla propria vita.

Nel mio studio di psicologa  ad Amelia e a Roma, laddove può essere risolutivo, mi avvalgo della tecnica Emdr associata ad una terapia di orientamento psicodinamico.

Fonte: David Servan Schreiber : Guarire, ed. Pickwick

Autore : Ingrid Hugnet

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EMDR: una terapia breve per curare il trauma e non solo

Il metodo EMDR è una terapia breve, per curare in poche sedute i disturbi legati ai traumi, questa cura non viene applicata soltanto dopo un evento grave, ma può essere utilizzata per piccoli traumi, come nel caso di esperienze spiacevoli che lasciano nella mente un ricordo carico di sofferenza.

emdrChe cos’è l’EMDR?
L’EMDR è una tecnica nata negli anni ’80 in America, originariamente per curare il trauma, ma successivamente allargata anche al trattamento di problematiche diverse , come i disturbi d’ansia, la depressione, o gli attacchi di panico. L’acronimo EMDR, può essere tradotto con “desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari”. Questa nuova terapia, che è stata l’oggetto di numerose ricerche, per verificarne l’efficacia, consente di ottenere una maggiore integrazione di eventi di vita difficili. L’OMS ha recentemente riconosciuto ufficialmente l’EMDR come un trattamento particolarmente efficace per il trattamento di traumi psicologici e del disturbo post traumatico da stress.

A chi serve l’EMDR ?
La terapia EMDR è indicata per qualsiasi persona che soffre a seguito di un’ esperienza traumatica di diverso genere.
Può trattarsi di un trauma “evidente”, con la T maiuscola, come aver assistito ad un incidente, avere subito abusi o un lutto, essere colpito da una catastrofe naturale come un incendio, un terremoto.
Ma è anche indicata per chi ha avuto eventi di vita difficili o traumi con la t minuscola, i quali possono passare inosservati ed essere fonte di emozioni o comportamenti eccessivi (carenze affettive di cui si è sofferto da piccoli, propri comportamenti per cui ci si sente in colpa, aborto spontaneo, insuccessi scolastici o lavorativi, delusioni amorose). Queste difficoltà si esprimono con forme diverse ad esempio irritabilità, ansia, incubi, tendenza all’isolamento, stato depressivo, dolori somatici. Altri disturbi psicologici dipendono anche, in alcuni casi, da traumi più o meno recenti, a volte inconsci: depressione, dipendenze, disturbo del comportamento alimentare, attacchi di panico, fobie.
Questi disturbi compaiono quando il nostro cervello è stravolto da un choc traumatico e non riesce a trattare ed elaborare le informazioni come lo fa normalmente. Il ricordo dell’evento è in qualche modo congelato e non può di conseguenza integrarsi con le altre esperienze e conoscenze di cui la persona potrebbe servirsi, mantenendo quindi intatta la loro carica emotiva negativa.

Come funziona la terapia breve EMDR?
Dopo alcuni colloqui preparatori, il terapeuta chiede al paziente di concentrarsi su un’ emozione o su un ricordo sgradevole. Successivamente inizia un protocollo di intervento che prevede una stimolazione bilaterale che può consistere in un tamburellamento sulle ginocchia del paziente (tapping) o un movimento delle dita da seguire con gli occhi. Tra ogni serie di stimolazione, il paziente è invitato a notare i cambiamenti emozionali all’opera nel suo corpo e le immagini che sorgono. Sembra che queste stimolazioni bilaterali permettono di collegare i due emisferi del cervello. Attraverso la stimolazione bilaterale, i circuiti della memoria vengono riconfigurati in modo che il ricordo traumatico non sia più doloroso, e che la sua evocazione non scateni più emozioni negative. Le stimolazioni bilaterali consentono una riduzione immediata della carica emozionale legata alla situazione sgradevole.

Come professionista ritengo che l’EMDR rappresenti una valida opportunità nella cura rapida dei disturbi traumatici e che possa anche essere inserita all’interno di un percorso terapeutico tradizionale come ulteriore risorsa.