Terapia breve cognitivo comportamentale della dipendenza da cocaina a Roma

La terapia cognitivo-compartamentale  (CBT) è una della terapie più efficace per la dipendenza da cocaina. La dottoressa Kathleen Caroll ha concettualizzato una specifica terapia per i dipendenti da cocaina e l’ha descritta nel suo libro Trattamento della cocaina, Approccio cognitivo comportamentale.

Kathleen Caroll ha utilizzato i concetti generali della terapia cognitivo comportamentale adattandoli al trattamento dei pazienti con abuso di cocaina.

Il contributo tecnico che Kathleen Caroll propone è costituito da un percorso che inizialmente introduce ai principi dell’Apprendimento, con il richiamo ai contributi del condizionamento classico ed quelli del condizionamento operante, e successivamente passa ad una delle più importanti modalità di apprendimento secondo l’approccio cognitivo-comportamentale che è il modellamento, detto anche apprendimento per imitazione.

Il trattamento prevede dalle 12 alle 16 sedute di 60 minuti. Vengono affrontati 8 argomenti con relative esercitazioni per imparare a gestire la dipendenza e sapere prevedere i momenti a rischio di ricaduta.

  1. Combattere il desiderio
  2. Sostegno alla motivazione e impegno per l’interruzione dell’uso
  3. Modalità di rifiuto/determinazione
  4. Decisioni apparentemente irrilevanti
  5. Piano di difesa multifunzionale
  6. Problem solving
  7. Gestione del caso
  8. Riduzione rischio HIV

 Perché l’uso della TCC Terapia Cognitivo Comportamentale?

La TCC è strutturata, orientata e focalizzata verso i problemi immediati che si trovano di fronte i cocaino-dipendenti che stanno iniziando il trattamento per liberarsi dall’uso della sostanza. La TCC  è flessibile, rappresenta un approccio personalizzato che può essere adattabile a un’ ampia gamma di pazienti come a diversi tipi di setting e forme di terapia.

“Il Gioco del Rispetto”: telefono senza fili… senza rispetto

Un ottimo riassunto della faccenda del gioco del rispetto negli asili triestini e come siano stati volutamente travisati gli obiettivi delle psicologhe ideatrice, a cura di una collega psicologa

Casa LaLaiza

Ovvero criticare ciò che non si conosce.

Due giorni fa ho incontrato una sindaca (coetanea e conoscente da anni) del paese dove ho trascorso 10 anni della mia vita e in cui non  vivo più. Ella mi ha raccontato che è letteralmente sconvolta dalla “cattiveria” della gente e dalla tendenza a voler mettere il becco e criticare qualsiasi tipo di operato l’amministrazione compia. Le persone criticano addirittura il suo modo di vestire, a dir di molti troppo modesto. E’ altresì sconvolta dal fatto che spesso molte falsità vengano messe in rete e anche se rettificate (scusate il gioco di parole), ormai prendono una via di passaparola che le ingigantisce facendole ripiombare sul mittente stravolte e drammaticizzate, rovinando letteralmente la voglia di fare di chi si rimbocca le maniche e fa. Certo perché chi non fa ha tempo di criticare, aggiungo io.

Similmente a ciò che l’amata sindaca raccontava, ieri una…

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Gruppo Allargato a Perugia, Sabato 11/04/2015

LA PROPOSTA

Incontrarsi per condividere e confrontare opinioni, sogni, pensieri, emozioni, fantasie, storie… senza un tema pre-definito

UTILIZZANDO COSA

Il dialogo, con la partecipazione di specialisti esperti in dinamiche psicosociali e di gruppo

CON QUALE OBIETTIVO

Sperimentare che il confronto attivo in gruppo attraverso il dialogo può contribuire alla costruzione del proprio benessere e di quello collettivo

CHI PUÒ PARTECIPARE

Tutti, soprattutto coloro che desiderano un confronto aperto attraverso la parola

La proposta prende spunto dal Gruppo Analitico Allargato, modificandone alcuni aspetti di setting.

Sabato 11 aprile 2015 ore 14,00 / 19,45

SALA “S.CHIARA”, VIA TORNETTA – PERUGIA

Traversa che collega il parcheggio di Viale Pompeo Pellini/Cupa a Via della Sposa

PER ISCRIVERSI

  •  Inviare la propria adesione a infogruppoallargatopg@gmail.com indicando nome, cognome, anno di nascita, titolo di studio e professione
  • Versare a “IL CERCHIO – Associazione italiana di gruppo-analisi”, una quota di 20 euro come compartecipazione alle spese organizzative (sarà rilasciata una ricevuta di liberalità). Il versamento potrà essere effettuato, prima della sessione iniziale, al tavolo della Segreteria organizzativa e comprende: piccolo buffet, parcheggio, eventuale attestato di partecipazione

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Un primo articolo per Altra Psicologia

Su questo link, potete leggere un mio articolo per Altra Psicologia, sulla formazione degli psicologi in Francia.

Siamo cosi sicuri che l’allattamento non abbia niente a che fare con la sfera sessuale?

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Prendo spunto su una notizia di cronaca che ha fatto parecchio discutere negli ultimi giorni. Una mamma inglese di 44 anni, madre di 2 bimbi, allatta tuttora la figlia dell’età di sei anni e il figlio di 18 mesi.

La notizia è arrivata anche in America, dove il dibattito si è allargato, con i pro-allattamento ad oltranza e i contro e tra i sostenitori della mamma inglese, c’è stato anche una psicologa Kathleen Kendall-Tackett, che ha scritto a National Public Radio : «Ci sono tante persone che nei paesi occidentali sono state allattate fino a 3 anni o più. Non sono casi così rari. Si conoscono poco perché le madri che lo fanno sanno esattamente come vengono giudicate dalla società. Ci sono casi in cui alcune madri temono di essere accusate di “abuso sessuale.” Quando si sa che l’allattamento non ha nulla a che fare con la sfera sessuale».

Personalmente, come madre che ha allettato il proprio figlio fino a 13 mesi, come membro di un’associazione che promuove l’allattamento al seno (Lattemiele), come psicologa, mi permetto di dissentire, sull’ultima affermazione della Kendalll. Tackett, ovvero che l’allattamento non ha nulla a che fare con la sfera sessuale.

In primo luogo perché da un punto di vista psicodinamico, tutto è sessualità. Ovvero anche le primissime cure che la madre da al neonato, le coccole, i massaggi, sono stimolazioni che permetteranno al bambino di crescere sano e a suo agio con il proprio corpo, ovvero di investire in maniera erogena il suo corpo. I bambini non presi in braccio, coccolati, sono quelli che poi hanno sviluppato una forma di ospedalismo e di abbandonismo come quei casi osservati alla fine della didattura di Ceaucescu quando si sono scoperti casi di bambini molto carenzati negli orfanotrofi in Romania.

In questo senso, sin dalla nascita, c’è una componente sessuale, nel rapporto madre- bambino che però non è ancora colorato dall’aspetto dal desiderio. E’ il piacere corporeo della coccola. A sei anni, le cose sono bene diverse, il bambino ha già attraversato (o sta attraversando ) la fase edipica, ovvero un periodo in cui se è maschio fantastica di prendere il posto del papà nel cuore della mamma e se femmina sogna di sposarsi da grande con il padre e soppiantare la mamma. Credo quindi che se a quest’età, è ancora allattato potrebbe sentirsi onnipotente, e vedere in parte il suo sogno realizzato, ovvero di condividere con la mamma un intimità che normalmente è riservata al padre.

É per questo che il ruolo del padre nella crescita del bambino è fondamentale.

In effetti, nei primi mesi di vita, tra madre e bambino, si instaura una fusione, uno stato di estrema sintonizzazione della madre verso i bisogni del suo bambino. E quello che le consente di capire i suoi pianti e di anticipare i suoi bisogni. Questa fase, Winnicott psicoanalista inglese, l’ha chiamata preoccupazione materna primaria, e la definisce una “malattia” normale, perché è transitoria e utile al mantenimento in vita del piccolo. Con la crescente maturità del bambino, la madre si adegua e lascia sempre più spazio tra se e il figlio. In effetti quello che è necessario ad un neonato, una perfetta sintonizzazione, non lo è più con un bambino più grande, anzi gli impedirebbe di fare determinate tappe di sviluppo. Ed è in questi casi, quando per un motivo o per un altro, c’è una fatica ad uscire dalla simbiosi dei primi mesi, che il ruolo del padre è fondamentale. Lui è presente e apre il rapporto duale verso il rapporto al terzo. Il terzo è prima di tutto il padre, ma anche l’esterno, il resto della famiglia e poi la società.

In conclusione, non so se ci sia qualcosa di patologico nel caso della mamma inglese perché i vari articoli di stampa non ci consentono di farne un quadro psicologico, ma mi sembra restrittivo affermare che nell’allattamento non vi sia nessuna componente sessuale e questo qualsiasi sia l’età del bambino. Ovviamente, ribadisco che la sessualità va intesa in senso lato, cioè che alla nascita e nei primi mesi di vita, il contatto pelle a pelle, madre bambino favorisce l’integrazione e l’equilibrio corporeo del piccolo d’uomo.

Psychothérapie en français à Rome

S’expatrier, c’est aussi parfois se confronter au mal-etre et à la solitude. S’èloigner de son pays d’origine fait parfois resurgir des conflits du passé, ou tout simplement les difficultés d’integration dans une culture différente peuvent rendre utile la confrontation avec un tiers formé à l’écoute. Française expatriée en Italie, j’ai obtenu le titre de psychologue en France à l’Université de Paris 10 Nanterre, et j’ai ensuite obtenu l’équivalence en Italie, où je suis inscrite à l’ordre des Pychologues. Je me suis spécialisée en psychothérapie en Italie à la Coirag.

A Rome, je propose aux francophones résidant à Rome la possibilité d’entreprendre un travail thérapeutique dans leur langue maternelle. Dans ma pratique professionnelle, j’utilise la psychothérapie d’orientation analytique, mais je suis aussi formée à l’utilisation du psychodrame et à l’EMDR.

Je reçois près du Vatican à 100m du métro Valle Aurelia.

psy

Che cosa fa lo psicologo? Un corto animato lo spiega!

Condivido qui questo bellissimo corto che descrive molto bene il lavoro dello psicoterapeuta. L’empatia, la relazione terapeutica, il transfert,  descritti senza parole ma con delle bellissime immagini.

Mostra anche che neanche lo psicologo  è immune dalla sofferenza e che anche lui giova dell’aiuto di un terzo.

Illuminante!